GIANNI COLOMBO

Biography







GIANNI COLOMBO (1937 - 1993)
Gianni Colombo fa il suo ingresso nella Milano artistica della fine degli anni Cinquanta, quando l’Italia inizia ad avvertire i primi movimenti di quella rinascita economica che portano da lì a poco all’esplodere del cosiddetto “miracolo italiano”. Lo slancio di ricostruzione del secondo dopoguerra ha un riflesso immediato, in ambito culturale. Ne sono testimoni le opere di artisti quali Lucio Fontana, Enrico Castellani, Francesco Lo Savio e Piero Manzoni. Nascono o si sviluppano in questi anni nuove correnti artistiche, quali lo Spazialismo, la Pittura Nucleare, il Movimento Arte Concreta e Azimuth. Colombo, che inizia a esporre le proprie pitture, sculture e ceramiche giovanissimo, già nel 1956, è nel 1959 tra i fondatori del Gruppo T con Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele De Vecchi e, successivamente, Grazia Varisco. La loro prima mostra, Miriorama, si tiene alla Galleria Azimut nel gennaio del 1960 e segna il desiderio di superare l’autonomia soggettiva, verso la collaborazione e la pratica di gruppo come identità artistica. Con il Gruppo T espone alla Galleria Pater di Milano nel gennaio 1960, alla rassegna Nove Tendencije al museo di Zagabria nel 1961 e alla mostra Arte Programmata, organizzata a Milano da Bruno Munari e Umberto Eco nel 1962. Nel 1963 partecipa alla Biennale di San Marino e l’anno seguente presenta la sua strutturazione cinevisuale abitabile alla rassegna Nouvelle Tendance al Louvre. Nel 1965, dopo la partecipazione alla terza mostra del gruppo a Zagabria, espone al Museum of Modern Art di New York nell’ambito di The Responsive Eye (un suo scritto teorico sulle ricerche plastiche cinevisuali, pubblicato in catalogo). Si reca in Olanda per partecipare alla mostra Nul 65 presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam, e consolida i rapporti col Gruppo Zero internazionale. Nel 1968 Colombo vince il Primo Premio alla XXXIV Biennale di Venezia con quella che diventerà negli anni la sua opera più famosa, lo Spazio Elastico, del 1967. Dopo gli studi compiuti all’Accademia di Brera sotto la guida di Achille Funi, nella seconda metà degli anni Cinquanta, Colombo realizza le prime opere di ispirazione cinetica e programmata. Dalla fine degli anni Sessanta la sua ricerca si rivolge anche al video: nel 1972 presenta Total Furnishing Unit al Museum of Modern Art di New York nell’ambito della mostra Italy: The New Domestic Landscape. Nel 1975 ha una personale allo Studio Marconi, dove aveva già esposto due anni prima nell’ambito di una collettiva. Riceve diverse commissioni pubbliche, tra cui un monumento alla Resistenza per il Comune di Como. Dal 1980 è titolare della cattedra di strutturazione dello spazio alla Nuova Accademia di Milano, che dirigerà a partire dal 1985. Nel 1983 tiene un'importante mostra personale alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Suzzara. L’anno seguente è invitato al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano e alla Biennale di Venezia, dove ha una sala personale. Nel 1986 realizza le scenografie per Stephen Climax di M. Zender all’Operntheater di Francoforte. Nel frattempo lavora alla serie delle Architetture Cacogoniometriche, lavori ambientali che presenta nel 1992 alla Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden.

Gianni Colombo makes his entrance into the art world in Milan in the late Fifties, when Italy begins to feel the first signs of that economic renaissance that soon lead to the explosion of the so-called "Italian miracle". The incredible momentum of reconstruction after World War II has indeed an immediate impact in the cultural sphere. The works of artists such as Lucio Fontana, Enrico Castellani, Francesco Lo Savio and Piero Manzoni are a witness. During these years, new artistic movements were born or developed, such as Spatialism, Nuclear Painting, the Concrete Art Movement and Azimuth. Colombo, who began to exhibit his paintings, sculptures and ceramics at a very young age, already in 1959 was among the founders of Gruppo T with Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele De Vecchi and, subsequently, Grazia Varisco. Their first exhibition, Miriorama, is held at the Azimut Gallery in January 1960 and marks the desire to overcome subjective autonomy, towards collaboration and group practice as an artistic identity. With Gruppo T, Colombo exhibited at the Galleria Pater in Milan in January 1960, at the Nove Tendencije exhibition at the Zagreb Museum in 1961 and at the Arte Programmata exhibition, organized in Milan by Bruno Munari and Umberto Eco in 1962. In 1963, he took part in the San Marino Biennale and, the following year, he presented his habitual cinematic structure at the Nouvelle Tendance at the Louvre. In 1965, after taking part in the third exhibition of the group in Zagreb, he exhibited at the Museum of Modern Art in New York as part of The Responsive Eye (his theoretical paper on cinematic plastic researches, published in the catalog). He also went to Holland to take part to the Nul 65 exhibition at the Stedelijk Museum in Amsterdam, and strengthened relations with the international Zero Group. In 1968, Colombo won the First Prize at the XXXIV Venice Biennale with what became his most famous work, Spazio Elastico (Elastic Space), in 1967. After his studies at the Brera Academy under the guidance of Achille Funi, in the second half of the Fifties, Colombo created the first works of kinetic and programmed inspiration. Since the end of the Sixties, his research has also turned to video: in 1972 he presented the Total Furnishing Unit at the Museum of Modern Art in New York as part of the exhibition Italy: The New Domestic Landscape. In 1975 he has a solo exhibition at Studio Marconi, where he had already exhibited two years before in a collective exhibition.Since 1980, he has held the chair of “Structuring the Space” at the New Academy of Milan, which he will direct starting from 1985. In 1983, he held an important solo exhibition at the Galleria Civica di Arte Contemporanea of Suzzara. The following year he was invited to the Milan Contemporary Art Pavilion and the Venice Biennale, where he had a personal room. In 1986, he created the sets for Stephen Climax by M. Zender at the Frankfurt Opera House. In the meantime, he kept working on the series of Cacogoniometric Architectures, environmental works which he presented in 1992 at the Staatliche Kunsthalle in Baden-Baden.”





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