GETULIO ALVIANI

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GETULIO ALVIANI (1939)
Getulio Alviani nasce ad Udine nel 1939, ed è noto per le sue ricerche nell’ambito dell’arte ottico-cinetica, rivolte a una programmazione costruttiva integrata con la componente percettiva. Personalità dal pensiero analitico e attento al dettaglio, Alviani è uno dei protagonisti dell’Arte Programmata, movimento artistico nato negli anni Sessanta e teorizzato e sostenuto da Giulio Carlo Argan. I principi del Bauhaus e dell’arte astratto-concreta sono le prime fonti di ispirazione per la sua produzione artistica, che si concentra fin dall’inizio della sua carriera sul tema della visione; in generale, approfondirà sempre i problemi e le tematiche della comunicazione visiva. Verso gli anni Sessanta esegue molte ricerche nell’ambito della percezione, che applicherà anche in campo industriale, architettonico e ingegneristico. Con l’uso di lamiere di alluminio o acciaio, costruisce superfici vibratili, distanze illusorie, avvicinamenti deformati, fenomeni di evaporazione, fino all’inglobamento dello spazio reale con i suoi ambienti trasformabili. E’ stato infatti definito non solo artista, ma anche scultore e progettista. Nelle sue opere, Alviani cerca un equilibro di elementi diversi ma collegati, quali la specularità, la riflessione, l’angolazione visiva, la luce, il movimento, la vibratilità. Alviani considera l’intervento dello spettatore fondamentale e l’osservatore come protagonista attivo dell’opera, in quanto utilizza la propria capacità percettiva. A differenza di molti artisti che, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, si unirono in gruppi, Getulio Alviani ha sempre operato da solo, con grande accuratezza di esecuzione e di assoluto rigore. Nel 1961 ha una personale alla Mala Galerija di Lubiana, seguita nel 1962 da un’altra personale ben più vasta nello spazio della Galerija Suvremene Umjetnosti di Zagabria. Sempre nel 1962 partecipa alla mostra Arte Programmata organizzata dalla Olivetti a Venezia, Roma e Dusseldorf. Nello stesso anno entra a far parte del movimento internazionale Nove Tendencije fondato da Almir Mavignier di cui fanno parte il Groupe de Recherce d’Art Visuelle di Parigi, il Gruppo N di Padova, Enrico Castellani e Piero Manzoni per quanto riguarda l’Italia; questo sodalizio artistico è la punta più avanzata di quella che la critica successiva chiamerà “arte di ricerca visiva, ottica e cinetica”. Nel 1965 partecipa all’esposizione The Responsive Eye al Museum of Modern Art (MoMA) di New York ed esegue i primi progetti di ambienti con pareti speculari. Negli anni successivi, insegna in università e partecipa alla Biennale di Venezia varie volte, non abbandonando mai l’attività di progettista, che segue attraverso particolari progetti di architettura e pubblicazioni. Le sue opere si trovano non solo in Italia, ma anche in svariati musei e collezioni estere.

Getulio Alviani was born in Udine in 1939, and is known for his research in the field of optical-kinetic art, aimed at constructive programming integrated with the perceptual component. A great personality characterized by analytical thinking and attention to detail, Alviani is one of the protagonists of the so-called Programmed Art, an artistic movement born in the Sixties and theorized and supported by Giulio Carlo Argan. The principles of the Bauhaus and Abstract-Concrete art are the first sources of inspiration for his artistic production, which has always been focused on the theme of vision; in general, he will always discuss problems and issues of visual communication. During the Sixties, he carried out a lot of research in the field of perception, which he will also apply in the industrial, architectural and engineering fields. With the use of aluminum or steel sheets, he builds vibrating surfaces, illusory distances, deformed approaches, evaporation phenomena, up to the incorporation of real space with its transformable environments. He was in fact defined not only an artist, but also a sculptor and designer. In his works, Alviani seeks a balance of different but connected elements, such as specularity, reflection, visual angulation, light, movement, and vibration. Alviani considers the intervention of the spectator fundamental, and the observer as active protagonist of the work, since he uses his own perceptive capacity. Unlike many artists who, in the late Fifties, joined in groups, Getulio Alviani has always worked by himself, with great accuracy of execution and absolute rigor. In 1961 he had a solo exhibition at the Mala Galerija in Ljubljana, followed in 1962 by another, larger one in the space of Galerija Suvremene Umjetnosti in Zagreb. Also in 1962 he took part in the Arte Programmata exhibition organized by Olivetti in Venice, Rome and Dusseldorf. In the same year he became part of the international Nove Tendencije movement, founded by Almir Mavignier which includes the Groupe de Recherce d'Art Visuelle of Paris, the N Group of Padua, Enrico Castellani and Piero Manzoni for Italy; this artistic association is the most advanced point of what the art critic will call "visual, optical and kinetic research". In 1965 he took part in the exhibition The Responsive Eye at the Museum of Modern Art (MoMA) in New York and performed the first projects of environments with mirrored walls. In the following years, he taught at the university and participated in the Venice Biennale several times, never abandoning the activity of designer, which follows through particular architectural projects and publications. His works are found not only in Italy, but also in various museums and foreign collections.





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